Contamulte

Catalogo delle multe

Ogni tabella è costruita sul testo dell'articolo. Dove il Codice non fissa un massimo per quella riga, la colonna resta vuota.

Che cosa c'è in una riga

Ogni riga porta il corridoio previsto dall'articolo, la somma effettivamente dovuta — che è il minimo di quel corridoio, per l'art. 202 — la decurtazione e le eventuali accessorie, con l'articolo accanto. Dove il Codice non fissa un massimo per quella riga, la colonna resta vuota invece di ospitare una cifra che non esiste.

Che cosa risulta

Gli importi sono delimitati da un decreto atteso

Aggiornamento atteso

Il decreto è atteso entro il 1° dicembre 2026 e avrà effetto dal 1° gennaio 2027, indicizzato alla variazione ISTAT del biennio 2025-2026. Non prevediamo alcuna cifra: l'indice non è accertabile finché il biennio non si chiude, il decreto non esiste, e la sospensione del meccanismo è già stata prorogata più volte. Una cifra prevista qui sarebbe un'invenzione.

Art. 195 co. 3 CdS; L. 197/2022 art. 1 co. 497, come modificata dal D.L. 31 dicembre 2025 n. 200 art. 9 co. 1

In breve

Come si legge una riga

Ogni riga di questo catalogo porta quattro informazioni e una fonte. Le quattro informazioni sono il corridoio previsto dall'articolo, la somma effettivamente dovuta, la decurtazione e l'eventuale sanzione accessoria. La fonte è l'articolo, ed è quella che rende la riga verificabile invece che credibile.

La somma dovuta è sempre il minimo del corridoio, perché è così che l'art. 202 costruisce il pagamento in misura ridotta: «una somma pari al minimo fissato dalle singole norme». Non è una scelta editoriale nostra, è la struttura della norma, ed è il motivo per cui su questo sito il corridoio e la cifra da pagare compaiono uno accanto all'altra invece che al posto l'una dell'altra.

La colonna delle conseguenze traduce in una parola quello che la riga comporta oltre al denaro. La ordina in base a ciò che pesa davvero: una sospensione della patente sta sopra una decurtazione, e una decurtazione sopra una riga che costa solo denaro, quale che sia l'importo. Un corridoio alto senza accessorie non supera mai una violazione che tocca il titolo di guida.

  • 19Righe pubblicate nelle schede
  • 10Categorie
  • 3Categorie ancora senza righe

Come trovare la tua riga

Perché a volte la colonna del massimo è vuota

Perché l'articolo, per quella riga, fissa soltanto il minimo. Succede più spesso di quanto si creda, soprattutto nei commi che aggiungono una conseguenza a una violazione già sanzionata altrove: quei commi non ripetono un corridoio, si limitano a disporre l'accessoria o a richiamare la sanzione di un altro comma.

In quei casi la colonna resta vuota. Non stimiamo un tetto, non lo ricaviamo per analogia da una riga vicina e non lo prendiamo da una fonte secondaria. Una cella vuota con una nota è un'informazione; una cella piena con un numero inventato è un danno, perché sarebbe indistinguibile da tutte le altre.

Lo stesso vale per la colonna dei punti. Vuota significa che nella tabella allegata all'art. 126-bis non esiste una riga per quell'articolo e quel comma — non che non l'abbiamo trovata. La tabella è stata letta per intero: 97 righe con un punteggio, e quattro articoli molto cercati che in quelle righe non compaiono affatto.

Nel dettaglio

Le categorie senza righe, e come le trattiamo

Tre categorie di questo catalogo — le zone a traffico limitato, le dotazioni invernali e gli pneumatici, i monopattini elettrici — raccolgono domanda reale e non hanno oggi righe estratte con la tracciabilità che pretendiamo. Restano raggiungibili, elencate a parte sotto l'indice, con una pagina che spiega che cosa manca.

È una scelta, e ha una ragione precisa: una scheda con la freccia promette una tabella, e mandare quella freccia su una pagina vuota è peggio che dire che la tabella non c'è ancora. Cancellare del tutto la voce sarebbe peggio ancora. Il lettore che cerca la ZTL arriva comunque alla pagina che spiega il meccanismo, e sa che cosa manca e perché.

Le righe arriveranno con la prossima estrazione delle fonti — comunali per le zone a traffico limitato, del Codice e delle sue modifiche recenti per le altre due. Quando arriveranno, avranno una fonte accanto come tutte le altre, e non prima.

Il contesto

Perché gli importi e i punti non vengono dalla stessa fonte

Gli importi stanno negli articoli che descrivono la violazione. I punti stanno in un'unica tabella allegata all'art. 126-bis, costruita con un criterio proprio: segue la condotta vietata, non la norma che irroga la multa. È il motivo per cui il numero del comma indicato sul verbale non sempre compare tale e quale nella tabella dei punteggi.

Questo criterio produce anche esiti che sembrano incoerenti e non lo sono. Uno stesso comma sanzionatorio può portare punteggi diversi a seconda di quale prescrizione sia stata violata; e uno stesso articolo può avere alcune ipotesi in tabella e altre no. Dove il criterio genera davvero un'incoerenza — e in due casi la genera — la rendiamo come contenuto invece di scegliere una delle due letture.

Su tutto il catalogo grava infine una data: ogni importo qui è delimitato da un decreto di aggiornamento atteso, con effetto dal 1 gennaio 2027. Nessuna cifra prevista compare su questo sito, e non comparirà finché il decreto non esisterà.

Due incoerenze della fonte, rese e non risolte

Le fasce di eccedenza dell'art. 167 co. 3 non coincidono con quelle stampate nella tabella dei punteggi, e le tre righe dell'art. 173 nella tabella ufficiale portano un segno meno che quasi nessun'altra riga ha. Riportiamo entrambe le scale come sono scritte e usiamo le grandezze dichiarando l'anomalia. Entrambe le questioni sono rinviate a chi rivede i dati.

CdS art. 167 co. 3 · art. 173 · tabella allegata all'art. 126-bis

Bozza in lavorazione: il testo esteso di questa pagina è ancora in scrittura.

Passo successivo

Parti dal numero che hai sul verbale

Il calcolatore mostra la riduzione dell'art. 345 passo per passo, poi la fascia, poi la cifra da pagare e le scadenze.

ANTEPRIMA — anteprima del sito, non un documento ufficiale